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LA SANSA DI OLIVA NON E’ UN RIFIUTO Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero dell’Ambiente hanno risposto positivamente alla richiesta di chiarimento presentata dalla Regione Toscana, risolvendo un problema annoso per gran parte delle aziende agricole-olivicole: le sanse di oliva vergini possono essere considerate, a tutti gli effetti, come “sottoprodotti” dell’attività agricola in tutte le fasi di trattamento che permettano il loro utilizzo di mercato. Non solo, è possibile considerarle anche tra le biomasse combustibili nel caso in cui vengano destinate ad uso energetico. Il Mipaaf, oggi, li definisce “sottoprodotti in quanto rispondono a tutti i requisiti descritti dalla normativa, poiché subiscono un semplice trattamento meccanico, ovvero il denocciolamento della sansa vergine, rientrando nella normale pratica industriale per l’utilizzo della produzione i energia elettrica”. ...continua
OLIVI PER L’ARREDO URBANO DI DUBAI Gli immobiliaristi degli Emirati Arabi hanno scelto gli olivi secolari per dare un’impronta distintiva ai loro progetti, per abbellire le distese erbose perfettamente curate che circondano le nuove costruzioni. E’ infatti iniziata una importazione di olivi il più possibile vecchi, il più possibile contorti e ricchi di storia, olivi che sono stati testimoni di guerre civili e malattie, che hanno visto la nascita e la caduta di re e presidenti e che ora vengo sradicati e ripiantati in complessi residenziali moderni per dare ai quartieri urbani un look “vissuto”. Il primo olivo secolare è stato importato negli Emirati lo scorso anno per arricchire il “giardino mediterraneo” del complesso “Al Barari”, seguito da altri sei olivi ultracentenari; tuttavia non si sa se le piante si siano acclimatate in quanto l’accesso al giardino non è consentito agli estranei. Pare comunque che migliaia di pianticelle da talea siano state impiantate affinché si adattino alle condizioni climatiche degli Emirati Arabi Uniti.
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